Più bene che male?

Da un punto di vista biologico, gli esseri umani non dovrebbero inalare altre sostanze, se non aria pura, scevra di contaminanti e particolati (cosa alquanto difficile per tutti i residenti in grossi centri urbani).
Da ciò ne consegue che fumare è un'attività contro natura e che l'inalazione di fumo da combustione è decisamente dannoso.

Il fumo elettronico, sebbene tecnologia nuova e non ancora sperimentata in ambito clinico e medico, offre un'alternativa ai fumatori, rimuovendo la combustione, ovvero il processo distruttivo ottenuto ad alte temperature, responsabile dell'alterazione irreversibile dei componenti costituenti la sigaretta tradizionale. È ovvio che la cosa migliore sarebbe quella di non inalare altro che aria pura, tuttavia per coloro che hanno dipendenza da nicotina, o che traggono piacere nel fumare, la sigaretta elettronica rappresenta un notevole miglioramento della qualitá della vita.

Sebbene ribadiamo che allo stato attuale esistono pochi dati scientifici e clinici, relativi all'utilizzo delle sigarette elettroniche e della nebbia colloidale aromatizzata chiamata “vapore”, è utile evidenziare il percorso che sta rendendo la sigaretta elettronica popolare: al di là dei proclami del marketing, funziona.
La quasi totalitá delle persone che la prova, riduce drasticamente l'utilizzo delle sigarette tradizionali, e nell'arco di pochi mesi riconosce la comparsa di effetti positivi, ovvero il ripristino del senso del gusto e dell'olfatto, riduzione di tosse e catarro, maggior capacitá respiratoria, maggiore vitalitá e vigore fisico.

La sigaretta elettronica si sta diffondendo maggiormente per passa-parola, la nostra esperienza sul campo ed il costante incoraggiamento che riceviamo dagli utilizzatori, ci spinge sempre di piú a credere in questa tecnologia e le sue enormi potenzialitá nel ridurre i danni del fumo tradizionale.